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INTRODUZIONE.


Nei secoli quattrodicesimo e quindicesimo i meccanismi economici ed  i
capisaldi politici e religiosi che avevano caratterizzato il  Duecento
entrarono in una profonda crisi.
     
     Questa  colp  innanzitutto l'agricoltura, la cui produzione  non
fu  in grado di assecondare l'aumento della popolazione: tornarono  le
temute  carestie,  che  flagellavano ed indebolivano  le  popolazioni,
esponendole alle malattie ed alla morte.
     
     Su  un'Europa  gi martoriata dalla fame si abbatt una  violenta
epidemia  di  peste, che ridusse drasticamente il livello demografico,
insinu nella gente la paura della morte improvvisa, senza possibilit
di pentimento, e rese deserti villaggi e campagne.
     
     Anche  le  altre  attivit  economiche  -  l'artigianato   e   il
commercio  -  risentirono  della crisi, ma sopravvissero  grazie  alla
diversificazione  di  mercati, itinerari  e  merci.  Alla  depressione
economica  si  accompagn il declino delle due figure  universali  che
avevano   dominato  la  vita  politica  e  spirituale  del   Duecento:
l'imperatore e il papa.
     
     Il   primo,  falliti  gli  ultimi  tentativi  di  controllare  la
situazione  italiana, fin per confinarsi nei territori  germanici,  e
una dinastia dal brillante futuro, quella degli Asburgo, ne spost  il
raggio  di  azione sulle rive del Danubio. Il secondo,  tramontate  le
ambizioni  di  dominio politico e spirituale con Bonifacio  ottavo,  e
successivamente sottoposto per alcuni decenni all'influenza francese e
indebolito  dalle divisioni interne, vide profondamente ridimensionato
il proprio ruolo.
     
     Al  loro  posto,  come grande potenza cattolica,  si  afferm  la
monarchia  francese  dei  Valois,  notevolmente  rafforzata  dopo   la
vittoriosa guerra dei Cent'anni sull'Inghilterra. Anche in Inghilterra
si consolidarono le istituzioni monarchiche, sotto l'azione dei Tudor,
a  spese della nobilt. Nella penisola iberica crebbe d'importanza  il
regno  d'Aragona,  che  allarg i propri  domini  su  gran  parte  del
Mediterraneo;  Castiglia  e Portogallo si  distinsero  invece  per  le
attivit marinare lungo le coste atlantiche.
     
     Mentre  nell'Europa  slava  venivano  affermandosi  il  regno  di
Polonia  ed  il  principato di Mosca, sui resti dell'impero  bizantino
cominci  l'irresistibile  avanzata turca, la  quale,  sotto  l'azione
della dinastia ottomana, avrebbe impegnato l'Occidente in una secolare
guerra di terra e di mare.
     
     L'Italia,  emergendo fra Trecento e Quattrocento dal frammentario
reticolo di comuni e signorie, si ricompose in cinque importanti stati
regionali,  ma non riusc, per una molteplicit di cause, a  pervenire
all'unit nazionale. Una serie interminabile di guerre impegn Milano,
Venezia,  Firenze, Napoli ed il papato, finch la pace di Lodi  (1454)
non  fiss  i confini precisi e secolari della irrimediabile divisione
italiana.
     
     I  governi  di  signorie, regni e repubbliche, caratterizzati  da
instabilit  politica e militare, dovettero misurarsi  anche  con  una
radicata  tradizione particolaristica, che imped la realizzazione  di
solidi istituti statali.
